Legge 104: chiarimenti INPS sul superamento dei permessi mensili
L’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS) ha recentemente fornito importanti chiarimenti in merito alla fruizione dei permessi previsti dalla Legge 104/1992, in particolare riguardo alla gestione delle assenze quando più familiari assistono la stessa persona con disabilità. La circolare n. 100 del 18 settembre 2026 interviene su una tematica divenuta più complessa a seguito dell’abolizione della figura del “referente unico dell’assistenza”.
La Legge 104 riconosce ai lavoratori dipendenti, che assistono un familiare con disabilità in situazione di gravità, il diritto a tre giorni di permesso retribuito mensili. Questi permessi sono coperti da contribuzione figurativa e possono essere fruiti anche in modo frazionato, ad ore. Tra i beneficiari figurano, a titolo esemplificativo, genitori, coniugi, parti dell’unione civile, conviventi di fatto, nonché, a determinate condizioni, altri parenti e affini.
Con il Decreto Legislativo 105/2022 è stato eliminato il principio del “referente unico”, consentendo a più lavoratori di essere autorizzati per l’assistenza della medesima persona disabile. Tuttavia, questa novità non ha comportato un aumento del numero complessivo dei giorni di permesso disponibili. I tre giorni mensili restano un limite totale per l’assistito e devono essere ripartiti tra tutti gli aventi diritto in modo alternato. Ciò significa che, ad esempio, due fratelli autorizzati ad assistere lo stesso genitore non dispongono di tre giorni ciascuno, ma devono dividersi i tre giorni mensili complessivi previsti dalla normativa.
La circolare INPS affronta specificamente le conseguenze del superamento di tale limite. Qualora, per errore o mancato coordinamento, la somma dei permessi utilizzati dai diversi familiari autorizzati ecceda i tre giorni mensili, l’INPS procederà al recupero delle somme indebitamente percepite. Il criterio adottato per determinare a chi imputare l’indebito è quello della priorità temporale. Una volta esauriti i tre giorni complessivi, i permessi fruiti successivamente da altri familiari, sebbene regolarmente autorizzati, vengono considerati non dovuti.
Inoltre, la circolare disciplina anche l’ipotesi di utilizzo contemporaneo dei permessi da parte di più lavoratori autorizzati per assistere la stessa persona. In questo caso, poiché il principio di alternanza non viene rispettato e non è possibile applicare la priorità temporale, l’indebito viene ripartito in parti uguali tra tutti i lavoratori coinvolti. Tale principio si applica sia quando la sovrapposizione riguarda giornate intere sia quando riguarda fasce orarie coincidenti.
Articolo redatto da CONFENALP. Spunto da: Lavoro e Diritti