Rimborso Modello 730: tempistiche di erogazione e potenziali ritardi
L’attesa per il rimborso del Modello 730, relativo all’anno fiscale 2026, sta generando interrogativi tra numerosi contribuenti, in particolare per coloro che non hanno ancora ricevuto l’importo spettante a metà ottobre. È importante chiarire che non tutti i rimborsi in sospeso subiranno un ritardo significativo. Molti lavoratori dipendenti e pensionati potrebbero vedere l’accredito già con le competenze di ottobre o novembre 2026.
Il meccanismo di erogazione del rimborso del Modello 730 prevede solitamente due canali principali: il conguaglio in busta paga o nella pensione per i lavoratori dipendenti e i pensionati che hanno un sostituto d’imposta, oppure il pagamento diretto da parte dell’Agenzia delle Entrate per chi presenta la dichiarazione senza sostituto. Nel primo caso, il datore di lavoro o l’ente pensionistico effettua il conguaglio dopo aver ricevuto il risultato contabile della dichiarazione dall’Agenzia delle Entrate. Per i lavoratori dipendenti che hanno inviato il modello entro la scadenza del 30 settembre, il rimborso potrebbe essere erogato con gli stipendi di ottobre o novembre 2026, a seconda dei tempi di elaborazione delle buste paga. Similmente, per i pensionati, il conguaglio avviene a partire dal secondo mese successivo alla ricezione del prospetto di liquidazione, potendo quindi comparire nei cedolini di ottobre e novembre.
La situazione che può comportare un’attesa più prolungata si verifica quando l’Agenzia delle Entrate sottopone la dichiarazione a controlli preventivi. Queste verifiche mirano ad accertare la correttezza del credito richiesto prima di autorizzare il pagamento. In questi scenari, il rimborso non viene gestito tramite il normale conguaglio, ma direttamente dall’Agenzia delle Entrate. La durata di tali controlli può variare, e per le dichiarazioni presentate entro la scadenza ordinaria del 30 settembre 2026, il pagamento del rimborso potrebbe slittare fino a marzo 2027.
Tuttavia, è fondamentale sottolineare che non tutti i ritardi sono dovuti a controlli fiscali, né tutti i contribuenti sottoposti a verifica dovranno attendere fino a marzo. La normativa prevede specifici casi in cui l’Agenzia delle Entrate può effettuare controlli preventivi. Tra questi rientrano situazioni in cui la dichiarazione presenta importi di spese detraibili particolarmente elevati o crediti fiscali che appaiono non coerenti con i dati in possesso dell’amministrazione finanziaria. Questi controlli non implicano necessariamente un errore commesso dal contribuente, ma servono a validare la correttezza degli importi dichiarati.
Per comprendere le tempistiche di marzo 2027, occorre considerare la normativa sui controlli preventivi. L’Agenzia delle Entrate ha quattro mesi dalla scadenza ordinaria di presentazione del Modello 730 (30 settembre 2026) per effettuare le verifiche. Il rimborso, se riconosciuto spettante, deve essere erogato entro il sesto mese successivo alla stessa scadenza. Pertanto, per le dichiarazioni presentate entro il 30 settembre, i termini per il completamento delle verifiche si estendono fino a febbraio 2027, con il conseguente accredito entro marzo 2027. I controlli potrebbero comunque concludersi prima, con un rimborso erogato già a partire da dicembre 2026. Per le dichiarazioni inviate dopo il 30 settembre, i termini si calcolano dalla data effettiva di invio. Per chi presenta il 730 senza sostituto d’imposta, i tempi di rimborso sono generalmente più lunghi e gestiti direttamente dall’Agenzia delle Entrate, con pagamenti che possono estendersi fino agli ultimi mesi dell’anno o a quelli successivi, accreditati sul conto corrente se è stato comunicato l’IBAN.
Articolo redatto da CONFENALP. Spunto da: Lavoro e Diritti