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Assegno di invalidità, l’INPS chiarisce come funziona il passaggio alla pensione

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Assegno ordinario di invalidità: le procedure INPS per la trasformazione in pensione di vecchiaia

L’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, attraverso il messaggio n. 2124 del 26 giugno 2026, ha fornito chiarimenti operativi in merito alla conversione dell’Assegno Ordinario di Invalidità (AOI) in pensione di vecchiaia, con particolare attenzione alle prestazioni liquidate interamente con il sistema contributivo. L’AOI, misura concepita per tutelare i lavoratori con una capacità lavorativa ridotta a meno di un terzo, si trasforma automaticamente al raggiungimento dei requisiti anagrafici e contributivi previsti per la pensione di vecchiaia, garantendo così la continuità del sostegno economico senza necessità di presentare una nuova istanza da parte dell’interessato.

È fondamentale sottolineare che i periodi di percezione dell’assegno, qualora non accompagnati da attività lavorativa, concorrono unicamente al perfezionamento del diritto alla pensione di vecchiaia, senza tuttavia incrementare l’importo dell’assegno pensionistico finale. Per quanto riguarda le modalità di trasformazione nel sistema contributivo, l’INPS ha precisato che tale passaggio segue regole definite, escludendo la possibilità di esercitare opzioni per chi avesse già optato per il sistema contributivo ai sensi della legge n. 335/1995.

Una sezione significativa del messaggio riguarda le lavoratrici madri, per le quali la normativa prevede specifiche agevolazioni. Al momento della trasformazione dell’AOI in pensione di vecchiaia, le interessate possono beneficiare di una delle seguenti opzioni:

È necessario prestare la massima attenzione alla procedura di richiesta per tali benefici. A differenza della trasformazione dell’assegno, che avviene d’ufficio, l’applicazione delle agevolazioni per le lavoratrici madri richiede la presentazione di una specifica istanza. Questa deve essere inoltrata entro il mese precedente la decorrenza della pensione di vecchiaia, inserendo i dettagli necessari nelle note della domanda di trasformazione. L’Istituto ha chiarito che il mancato rispetto di tale scadenza comporta la decadenza definitiva dal diritto, che non potrà essere recuperato in una fase successiva tramite ricostituzione della pensione.

Infine, qualora l’applicazione dei benefici per le lavoratrici madri determini un anticipo della decorrenza pensionistica rispetto ai pagamenti dell’assegno già effettuati, l’INPS procederà a un conguaglio tra le somme erogate e quanto spettante a titolo di pensione, provvedendo al versamento di eventuali differenze a credito. Si raccomanda agli iscritti di verificare tempestivamente la propria posizione previdenziale per evitare la perdita dei benefici spettanti.

Articolo redatto da CONFENALP. Spunto da: Lavoro e Diritti

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