Approvazione Definitiva della Legge su Salario Giusto e Nuove Normative Lavorative
Il Senato ha dato il via libera definitivo alla conversione in legge del decreto-legge n. 62/2026, introducendo significative modifiche in materia di salario giusto, incentivi all’occupazione e lotta al caporalato digitale. La votazione, conclusasi con 94 voti favorevoli, 61 contrari e 2 astensioni, sancisce il completamento dell’iter legislativo, già approvato dalla Camera. Oltre alle disposizioni relative al trattamento economico dei lavoratori, la legge riformata introduce novità che interessano tirocini extracurriculari, collocamento mirato per persone con disabilità, lavoro in somministrazione, contrattazione di prossimità e distacco di personale.
Il principio cardine della riforma è il cosiddetto “salario giusto”, definito come il trattamento economico complessivo previsto dai contratti collettivi nazionali stipulati dalle organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente più rappresentative. Il testo normativo chiarisce che tale trattamento include tutte le voci retributive, escludendo però le componenti variabili o discrezionali legate al singolo lavoratore. L’approvazione finale del Senato presenta divergenze rispetto al decreto-legge originario, arricchendosi di nuove disposizioni a seguito dell’esame parlamentare.
Tra le principali novità, si segnala un limite di 12 mesi alla durata massima dei tirocini extracurriculari, esteso a ciascun gruppo di imprese. Tale misura mira a garantire la finalità formativa dello strumento e a prevenire abusi. Viene inoltre introdotta la figura del tutor per la sostenibilità economica, destinato a supportare lavoratori in transizione occupazionale o in condizioni di fragilità, con particolare attenzione agli aspetti economici e alla ricerca di nuove opportunità lavorative.
La normativa aggiorna anche la legge n. 68/1999 sul collocamento mirato, salvaguardando la posizione dei lavoratori con disabilità nelle graduatorie anche in caso di assunzioni con contratti di apprendistato o a tempo determinato, fino alla trasformazione a tempo indeterminato. Si interviene sulla contrattazione aziendale di prossimità per accrescerne trasparenza e tracciabilità.
Una disciplina sperimentale sul distacco dei lavoratori, valida fino al 31 dicembre 2029, permetterà, previo accordo sindacale, il distacco anche in assenza di un interesse diretto del datore di lavoro distaccante e tra imprese di settori differenti, con finalità di gestione di crisi, riorganizzazione aziendale o sviluppo di nuove attività.
Per quanto concerne il lavoro in somministrazione, la legge consente ai lavoratori a tempo indeterminato di svolgere missioni presso l’utilizzatore fino a 36 mesi, salvo diverse disposizioni contrattuali. Vengono inoltre invalidate le clausole che impediscono all’azienda utilizzatrice di assumere direttamente il lavoratore. Infine, il provvedimento rafforza le tutele contro il caporalato digitale, potenziando gli obblighi di trasparenza sugli algoritmi di gestione del lavoro tramite piattaforme e riconoscendo ai lavoratori il diritto a spiegazioni comprensibili sulle decisioni automatizzate.
Articolo redatto da CONFENALP. Spunto da: Lavoro e Diritti